"chi-conquista-chi", le persone vogliono ciò che non hanno, in particolare quando lo perdono.
Vorrei chiudere il capitolo dolce crudelia, ma ho trovato interessante quest’ultima riflessione legata al suo caso, così diffusa.
Caro Seduzione, grazie per il parere…Sei proprio acuto, tutte le cose che dici mi sembrano estremamente sagge, a partire dal consiglio di giocare sull’effetto sorpresa (per esempio concedere a qualcuno un unico gesto che lo stupisca e poi farglielo sospirare allo spasimo)… Tutto vero, ma questo prima che succeda qualcosa tra due persone. Però io mi riferivo a un contesto piu’ specifico: che cosa si fa quando con lui – un lui dall’aria molto figo-che-conquista-tutte-quelle-che-vuole, per giunta impegnato – una specie di frequentazione è già stata avviata, e adesso, dopo che ha fatto il matto a quattro, sembra farsi desiderare? Seduttologo, come lo si conquista un esemplare di maschio che si dà arie da sciupafemmine, appare e scompare a suo piacimento? Meglio fare le sostenute o meglio fare quella che si espone e lo cerca? Pendo dalle tue labbra (e chissà quante altre donne ci sono nella mia situazione….) grazie!
Mi fa morire il fatto che parli del rapporto con questo ragazzo come se dovessi analizzare il rapporto che esiste tra animali selvaggi (per la carità siamo esattamente così, ma è insolito leggerlo così tra le righe).
Non so se hai mai pensato a come funzionano i casinò o i vari giochi d’azzardo, ed a come mai quotidianamente un mare di persone ci spenda sopra soldi senza vedere alcun ritorno concreto.
Tutto si deve all’istinto che ciascuno di noi ha e che a seconda di una serie di componenti culturali o semplicemente sulla base delle esperienze passate ha ripercussioni diverse sul nostro comportamento.
Il principio è “tutto ciò che perdiamo ci fa venire il bisogno di reimpossessarcene se non di desiderarlo ancora di più”.
Ipotizziamo che il tuo ”animaletto” oggi possieda in una certa parte il “controllo” su di te o quanto meno una considerazione decisamente positiva.
Per innescare dentro di lui l’”effetto casinò” ti basterà farlo sentire inadeguato.
A questo punto prima di andare avanti ritengo d’obbligo le raccomandazioni di sempre, così com’è vero che mangiare una mela possa fare bene, ma mangiarne 200 kg al giorno vi farà venire il diabete, vi invito a tenere in considerazione il fatto che è fondamentale imparare a “dosare” le quantità per evitare di avere delle spiacevoli sorprese che potrebbero portarvi a peggiorare la vostra situazione attuale.
Per far sentire questo senso di inadeguatezza, che può essere vista sia nei vostri confronti o in termini assoluti, un trucchetto che mi piace è quello di usare nomignoli che facciando riferimento a quanto lui sia piccolo, in senso ovviamente negativo. Un esempio può essere chiamarlo “omino”, “voglio-la-macchina-grossa-perchè-so-di-averlo-piccolo” o altri di vostra fantasia che si sposino addirittura meglio alla sua personalità.
Un altra tecnica divertente è quella di fargli una domanda riguardo a qualcosa, e poi dopo pochi secondi fargli intendere che non lo stai ascoltando, che state pensando ad altro in modo da fargli capire che si stà sovvertendo la situazione e soprattutto “chi-segue-chi”.
Questo lo manderà assolutamente in crisi, il fatto che lui fino ad oggi ha interpretato la parte di “io-posso-portarmi-in-branda-chi-mi-pare” è dovuto proprio al fatto che fino ad oggi questo suo atteggiamento gli ha protato una serie di risultati, tra cui lo stesso di cui tu sei una valida testimonianza.
Interrompendo questa ondata di omnipotenza non potrà fare altro che metterlo nella condizione di sentire il bisogno di tornare alla situazione che ha sempre funzionato fino a ieri.
Inutile dire che ci sarà bisogno di uno sforzo non indifferente da parte tua per interpretare lo ruolo di “donna superiore” e che nulla del tuo modo di essere dovrà dare motivo di pensare cose diverse.





Ciao. complimenti per il blog; è già da un mesetto ke vi seguo. nella maggior parte dei casi c’azzekki sulla psicologia delle “femmine”, anke se in certi casi i tuoi consigli nn sono sempre applicabili. cmq, t volevo kiedere una cosa.
Conosco di vista una ragazza da circa 6 anni. prima la beccavo sull’autobus diretti a scuola (scuole diverse) e poi mi è capitata vederla bazzicare all’univ. una volta sono anche riuscito a parlare, oddio + ke parlare balbettavo, però dopo quell’occasione mi ha salutato una volta che ci siamo incrociati, ma cosa strana un mesetto fa quando l’ho incrociata ho fatto un gesto d saluto, lei mi ha visto ed ha tirato dritto.
t starai chiedendo per quale motivo mi sono fissato, considerando che le ragazze non mi mancano; ma è difficile da spiegare perchè sin dalla prima volta a pelle ho sentito che eravamo affini, diciamo un vero e proprio colpo di fulmine.
Ora io so come si chiama e dove abita, ma non ho la benchè minima idea se lei al momento sia libera o meno.
ho pensato più volte di mandarle una lettera o dei fiori, ma la cosa mi sa di maniaco ossessivo o peggio mi potrei ritrovare il suo ragazzo con altri 3 amici suoi sotto casa mia pronti a malmenarmi (cosa che farei se succedesse alla mia ragazza).
che mi consigli di fare? lascio perdere? le mando un biglietto?t ringrazio anticipatamente
giusto per capire…
per te è più applicabile:
- fare conversazione con questa ragazza ed arrivare ad un certo punto a parlare delle vostre vite sentimentali, con la possibilità di farla innamorare di te…
oppure
- le invii una lettera o dei fiori sapendo a malapena il suo nome ed il suo indirizzo, aspetti con ansia una risposta (che non arriverà mai) insieme ad un eventuale “toc toc” di un suo eventuale fidanzato (che potrebbe arrivare) a casa tua a ricambiare il favore.
se sei così spaventato dal comunicare con lei, come fai a pensare che ti supplicherà di venire a letto con te o semplicemente di diventare il suo ragazzo?
mandare una lettera o dei fiori conoscendola appena, a mio avviso è da maniaco o da disperati.
mandare una lettera o dei fiori conoscendola appena, a mio avviso è da maniaco o da disperati.
Cavoli l’ho fatto un mucchio di volte ….! Sono proprio un disperato.
Ma la paura del contatto diretto e spesso la distanza mi hanno spinto ad utilizzare la via più facile. Ho capito poi a mie spese che mia nonna aveva ragione “Mai fare niente per chi non ti ricambia”