Paura di provarci una donna – Seconda Parte – La bilancia della pigrizia.

Paura di provarci una donna – Seconda Parte – La bilancia della pigrizia.
Mr. Seduzione

Oggi vorrei soffermarmi tuttavia sui motivi che ci portano ad avere paura di essere feriti.
Non mi limiterò ad analizzare il problema da un punto di vista “alla mano”, ma entrerò nello specifico analizzando ciò che succede DAVVERO nella nostra testa quando ci troviamo nella situazione di decidere se provarci o meno con una donna.
Esistono dei problemi dal punto di vista delle proprie esperienze del passato, timori dovuti alle ricadute negative dei giudizi delle persone che ci circondano e poi c’è un blocco più profondo che riguarda una sorta di equilibrio tra valutazione dello sforzo necessario e valutazione delle probabilità di riuscita.
Questo blocco psicologico potremmo definirlo come la “bilancia della pigrizia”
Ripeto, si tratta di una questione che agisce nel nostro subconscio, senza che ce ne accorgiamo. Alcune tecniche di seduzione passiva vanno a lavorare proprio su questo elemento che determina in modo preponderante molti dei nostri atteggiamenti. In alcuni porta ad avere devi veri e propri blocchi psicologici, ogni qual volta si trovano davanti ad una donna molto bella o una persona a cui tengono moltissimo. Il problema talvolta è così emblematico che porta questi soggetti a cadere in crisi depressive, dovute alla mancata realizzazione nella loro vita sentimentale.
Io la definisco “la bilancia della pigrizia” è un nome un po ridicolo, ma rende bene l’idea.
In parole povere questa bilancia funziona in modo che per qualsiasi operazione della nostra vita (e sottolineo qualsiasi) viene analizzata nel nostro subconscio. Inizia un processo mentale in cui vengono bilanciati: da un lato la valutazione dello sforzo necessario per assolvere una determinata operazione, dall’altro la valutazione del livello di fattibilità.
In questa valutazione entrare in azione elementi come: l’esperienza nel risolvere il problema, la competenza necessaria, eventuali piani d’azione da seguire, etc.
Facciamo un esempio concreto, ipotizziamo di avere in un laboratorio due studenti gemelli, il primo si chiama Marco e ritiene che lo studio sia noioso ed inutile, il secondo si chiama Paolo e ritiene piacevole oltre che utile studiare.
Fisiologicamente hanno lo stesso potenziale intellettuale, tuttavia c’è una disparità netta tra i due.
Perchè esiste questo divario tra i due allora?
Semplice, Marco non ha un piano d’azione da seguire, non ha idea delle finalità dello studio (non riesce ad immaginare lo scenario complessivo), non focalizza la sua attività concentrandosi sull’obiettivo finale (diventare un professionista affermato).
Paolo invece ha delle strutture mentali che gli consentono di avere un orizzonte più ampio della sua vita, percependo in modo migliore l’obiettivo finale. Si è fissato un piano d’azione mirato e fattibile, in modo da raggiungere quasi siscuramente il suo obiettivo (sempre di diventare un professionista affermato). Questa modalità differente di affrontare e valutare il presente è dovuta principalmente alle strutture mentali DEL SUBCONSCIO. Riuscendo a bypassare la noia dello studio, percepisce solo il potenziale dei futuri benefici che otterrà una volta raggiunto l’obiettivo.
Chiaramente anche Marco se lavorasse sulle proprie strutture mentali del subconscio riuscirebbe a raggiungere i risultati di Paolo. Il problema non è solo quello di capire in modo più o meno razionale l’utilità dello studio, ma quello di andare a lavorare nel profondo e costruire delle strutture mentali che gli permettano di fargli percepire in modo più semplice e piacevole il raggiungimento dei suoi obiettivi
Quindi è tutta una questione di strutture mentali e subconscio?
Assolutamente si.
Visto che le nostre insicurezze, le nostre paure, i nostri timori sono frutto della nostra mente e delle nostre PERCEZIONI, lavorando su questi elementi riusciremo a modificare in modo SOSTANZIALE tutta la nostra vita.
Le difficoltà restano nella testa, la paura non è un elemento materiale che si può toccare, la differenza tra una persona di successo ed un’altra è principalmente dovuta alla sua mente, il resto non conta.

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